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Don Salvatore Vitale nacque a Frattamaggiore (NA) il 7 agosto 1904. Fu ordinato sacerdote l’11 giugno del 1927 nel duomo di Aversa. Sognava di partire per le missioni estere, ma il suo Vescovo, S. Ecc. Mons. Carmine Cesarano lo inviò nel 1933 parroco a Casapesenna, frazione tra le più difficili e abbandonate della Diocesi.

Si pose al lavoro con questo programma: ricostruire la chiesa parrocchiale e santificare le anime attraverso l’adorazione eucaristica e un amore di totale fiducia nella Vergine Santa, che amava invocare “Mia Madonna e Mia Salvezza”.

Girava per le vie di Casapesenna con un carrettino per raccogliere prodotti agricoli che dovevano servire per la costruzione della Chiesa e per attirare i bambini, ai quali insegnava il catechismo e il canto e procurava cibo e vestiti a quelli più bisognosi.

Per spronare agli studi i giovani più volonterosi, si fece anche maestro di scuola, offrendo ad essi gratuitamente il suo insegnamento.

Durante l’ultima guerra intensificò il suo impegno in favore della povera gente, si fece questuante per offrire la sua carità e ospitalità a quanti bussavano alla sua porta. Accolse nella sua canonica i rifugiati politici, anche a rischio della propria vita.

Sulle macerie e sofferenze causate dalla guerra, il 19 marzo 1944, sei giorni dopo la morte di mamma Angelina, diede inizio in Casapesenna ad un’Opera di carità e beneficenza sociale in favore degli organi, dei figli di carcerati e dei bambini poveri, che denominò “Piccola Casetta di Nazareth”.

 

Ispirandosi al modello della Santa Famiglia di Nazareth e per continuare la sua opera in favore dei bambini e per l’unità e la santificazione delle famiglie si dedicò insieme a Madre Vincenza Garofalo alla formazione di una nuova famiglia di consacrati: “I Missionari e le Missionarie della Piccola Casetta di Nazareth”, che nel 1986 ha ricevuto il riconoscimento canonico come Associazione Pubblica Diocesana dal Vescovo di Aversa, S. Ecc. Mons. Giovanni Gazza.

Uomo di cultura e di grande sensibilità artistica, compose numerose e pregiate opere poetiche e musicali.

Alle tante difficoltà e sofferenze incontrate lungo il suo cammino, negli ultimi anni di vita si aggiunsero gravi malattie che lentamente lo portarono ad una tutale paralisi.

Come ultimo desiderio spronò alla realizzazione di un nuovo Santuario in onore della Mamma di Gesù che fosse centro di evangelizzazione e di salvezza per le famiglie cristiane.

Il 13 aprile 1981, lunedì santo, il suo cuore cessò di battere sulla terra per andare a profumare nei giardini del Cielo. Il suo corpo riposa nella chiesa parrocchiale di Casapesenna.

Il 13 aprile 1987, S. Ecc. Mons. Giovanni Gazza accoglieva la richiesta per l’introduzione della causa di Beatificazione e di Canonizzazione dell’umile Servo di Dio don Salvatore Vitale.