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Una croce, due bambini che nel buio di una fredda sera di inverno, rischiarano il percorso con due candele, che tremolanti indicano il cammino. Un torrente di piccole luci emesse da decine di flambeau, che ondeggiano nel piazzale del santuario mariano Mia Madonna e Mia Salvezza. Sembrano un riflesso del cielo stellato che si specchia in un corso di anime raccolte in preghiera. E' la sera dell'11 febbraio 2018. Sono trascorsi esattamente 160 anni dalla prima apparizione di quella "Signora vestita di bianco e adorna di una sciarpa azzurra sul ventre..." presso quell'isolata grotta di Massabielle, ai piedi dei Pirenei, a pochi km dal centro abitato di Lourdes. 
Nel contempo, così come allora, tanti fedeli muniti di candela hanno deciso di partecipare alla Santa Messa delle 17.30 e alla processione organizzata dai missionari e missionarie della Piccola Casetta di Nazareth svoltesi presso i locali e l'immenso piazzale del santuario mariano della Mia Madonna e Mia Salvezza. 
La candela, un simbolo di luce che richiama il lume della Fede, la fiammella dello Spirito che è dentro ognuno di noi, che anima, agisce e continua a renderci interiormente testimoni del Vivente, di quel Figlio di Maria che nell'annunciare il Regno di Dio e chiedendo la piena conversione, il cambiamento radicale della vita, per permettere al Padre di rivelarsi nella storia, di "essere qui per noi", guariva i lebbrosi, restituiva la vista ai ciechi rischiarando i loro occhi, liberava gratuitamnte gli uomini dalla condizione di peccato o di possessione, e purificava con semplici gesti l'animo degli emarginati e dei reietti di Israele.
Così, come allora, quando la "Signora vestita di bianco..." chiese ai "Preti di costruire una cappella e di fare processioni...", ecco che la luce dello Spirito ha reso possibile, che in un luogo lontano migliaia di chilometri da Massabielle, potesse essere esaudita, ancora una volta quella richiesta mariana. Il cuore dei credenti in una fredda e buia serata di febbraio si è disciuso, annullando il tempo e lo spazio, innanzi a quella grotta dove Ella si definì come "Io sono l'Immacolata Concezione" e dove si radunano migliaia di persone supplicanti, che chiedono, a loro volta la guarigione della propria anima e del proprio corpo. 
Ebbene, innanzi all'immagine della Mia Madonna e Mia Salvezza ubicata a ridosso dei giardini di Villa Nazareth e a quelli del Santuario, è stato chiesto nell'anniversario della prima apparizione mariana a Lourdes, di pregare per le persone che soffrono, per i malati... "In ogni famiglia c'è un malato, c'è un crocefisso vivente, un sofferente", è stato ribadito dai missionari, mentre la suddetta affermazione faceva eco nel piazzale. Una verità questa, contraddistinta da un'evidenza, che è realtà. 
Dopo la recita di una decina del Santo Rosario, sono stati proiettati alcuni spezzoni del film che racconta la storia di Bernadette e delle apparizioni mariani di Lourdes. 
Infine, dopo la recita di una preghiera di affidamento alla Vergine Maria, degli scoppiettanti fuochi d'artificio hanno chiuso la kermesse religiosa. 
 
 
Massimiliano Ive