Menu

“Che belle che sono le perle! Anche se dobbiamo sapere che nascono dal dolore. La perla è la conseguenza di un’ostrica che è stata “ferita” da un granello di sabbia che è entrata al suo interno. Un’ostrica che non è stata ferita non può produrre perle”.

A quaranta giorni dal Natale, la Chiesa universale è di nuovo in festa: essa ci invita a meditare sul mistero della presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme. Maria e Giuseppe, come prescritto dalla legge di Mosè, presentano e offrono il loro figlio unigenito. Per la Chiesa questa è una festività di grande importanza, perché in questo giorno essa richiama l’attenzione di ogni membro alla sua natura più vera nonché alla sua originaria vocazione: “essere consacrati a Dio e di Dio”.

Non a caso, dunque, La Piccola Casetta di Nazareth fa di questo giorno il giorno per rinnovare, ogni anno, la sua consacrazione a Dio. Consacrazione che ha il suo culmine solenne nel momento in cui la creatura aderisce alla chiamata del Creatore, ma che ha il suo inizio dall’eternità:

“Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato” (Cfr. Ger 1,4-5.17-19)

I Sacerdoti e le suore, in un clima di grande festa e commozione, rinnovano il loro “sì” sponsale a Cristo, mentre noi membri del ramo laicale dell’Associazione “Mia Madonna e Mia Salvezza” rinnoviamo la nostra promessa di fedeltà all’Opera. Sono diversi anni che facciamo parte del ramo laicale de “La Piccola Casetta di Nazareth”, ma quest’anno per noi è un anno speciale, per un duplice motivo: per la prima volta abbiamo fatto la nostra promessa di fedeltà insieme e perché l’11 agosto (festa di Santa Chiara) ci uniremo in matrimonio. Per noi, dunque, è davvero un anno di grazia!

E’ un anno di grazia perché crediamo che questa unione sia una libera adesione alla chiamata (vocazione) che Dio ha su di noi. Chiamata che, come dice Geremia e come abbiamo potuto sperimentare dalla nostra storia, Egli aveva pensato per noi prima che noi nascessimo. Tale consapevolezza è stato frutto di un lungo e non facile vissuto sia individuale sia di coppia che è nato all’ombra di “una perla”. Una perla che per noi ha rappresentato, negli anni in cui ancora non eravamo fidanzati, prima ancora di un segno di appartenenza, una scelta di vita vissuta nell’ottica della fede. Difatti, essa è stata quel seme che, accolto in noi, ha orientato i nostri passi, seppur tra mille errori e difficoltà. Oggi, consapevoli della scelta che abbiamo fatto, siamo entusiasti di iniziare a vivere “la perla” insieme. La perla nasce dal dolore, da una ferita che poi viene ricoperta dalla madreperla: ne nasce una perla!

Questo è il significato che per noi ha la perla: Il Creatore ha voluto, nella sua infinita bontà, coprire col suo amore le nostre ferite, facendone due perle che siamo chiamati a custodire, ma allo stesso tempo a farne sentire il profumo a coloro che di giorno in giorno incontreremo. Ecco, dunque, la bellezza della perla del ramo laicale dell’opera di Don Salvatore Vitale: Vivere la vita matrimoniale come custode della perla della tua sposa/sposo e in essa della propria. 

 

Antonio Della Gatta  e Ylenia Diomaiuta