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Poche gocce che ti toccano il viso, le senti cadere sugli indumenti, percependo con i sensi la pressione determinata sugli abiti, mentre stringi la mano di chi ti sta accanto: di tuo figlio, tua figlia, tuo marito, tua moglie...; le persone con cui affronti quotidianamente il cammino della tua esistenza. Davanti a te il sacerdote che passa, asperge e prega assieme a te, sotto l'immagine della Mia Madonna e Mia Salvezza, che media, rimanda la tua coscienza e quella dei tuoi cari ad una relazione, che va oltre quella dei rapporti umani, quella che costruiamo nella nostra umanità. Il ricordo ti riporta all'acqua che ti ha bagnato il capo nel giorno del Battesimo o a quelle gocce, segno della nostra umanità, che vengono aggiunte al vino nel rito eucaristico, segno della natura divina. Cosa cerchiamo? Cosa chiediamo? La risposta: il Sommo Bene per noi e i nostri cari. L'acqua benedetta non è un elemento divino, né magico, ma una preghiera, un'invocazione, che nasce nella nostra coscienza, che per natura è inquieta, ed è spinta da qualcosa che ci invita ad essere aperti a quel Dio, che è già sulle nostre tracce: ci cerca, per unirsi a noi e salvarci. Il Sommo Bene, l'Amore universale, che Gesù chiamava familiarmente, in quanto Figlio: Abbà, babbuccio, desidera liberamente e gratuitamente unirsi alla nostra umanità, alla nostra familiarità, ai nostri dolori, alle nostre sofferenze, alle fatiche quotidiane, per irradiare e rivelare nel mondo il suo Amore. 
Dunque, domenica 28 gennaio, i missionari e le missionarie della Piccola Casetta di Nazareth, hanno deciso di riproporre dopo un ventennio circa, la tradizionale benedizione delle famiglie al termine della seconda celebrazione eucaristica pomeridiana officiata da don Salvatore Milazzo. Il rito sarà ripetuto nell'ultima domenica di ogni mese. In tale frangente, mamma, papà con i rispettivi figli, sono stati disposti diligentemente dal personale del servizio d'ordine del Tempio presso l'altare maggiore e qui prima di essere uniti nella preghiera attraverso l'aspersione, si sono affidati alla Mamma Celeste, con la tradizionale invocazione alla Mia Madonna e Mia Salvezza, pensata, meditata e scritta dal fondatore dell'opera della Pcn, Don Salvatore Vitale. 
 
 Massimiliano Ive